La non aderenza alla terapia aumenta epatocarcinoma, complicanze della cirrosi e mortalità nei pazienti con epatite cronica B trattati con Entecavir


Pubblicato da cristina.stasi@gmail.com il 18-6-2018

Si tratta di uno studio osservazionale longitudinale della durata di 10 anni condotto in Corea su un’ampia coorte di pazienti con epatite cronica B naïve a trattamenti precedenti con altri antivirali e sottoposti a trattamento con entecavir (analogo nucleosidico) tra gennaio 2007 e gennaio 2017.

L’obiettivo dello studio è stato quello di analizzare la probabilità che occorrano outcomes correlati al fegato in associazione alla scarsa aderenza alla terapia con entecavir durante il follow-up. I pazienti eleggibili erano adulti di età ≥ 18 anni con positività per l’antigene di superficie dell'epatite B (HBsAg) per più di 6 mesi, HBV DNA > 2000 UI/L, in assenza di neoplasie incluso l’epatocarcinoma, di coinfezioni virali e di altre patologie epatiche.

Di 1955 naïve al trattamento, 894 pazienti sono stati considerati eleggibili, di cui 440 con cirrosi epatica, 537 (60.1%) HBeAg positivi, 721 (80.6%) con livelli di transaminasi alterate. Il periodo di follow-up mediano durante la terapia con entecavir è stato di 5,4 anni.

Il tasso di aderenza è stato di 89,1%. I pazienti con scarsa aderenza presentavano un rischio più elevato di breakthrough virologici, mortalità sia correlata che non correlata a cause epatiche e complicanze della cirrosi. Inoltre la diminuzione dei tassi di aderenza aumentava il rischio di outcomes, in particolare nei pazienti cirrotici.



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