Trombocitemia dopo trapianto di fegato: dobbiamo preoccuparci?


Pubblicato da danielecanova@virgilio.it il 9-7-2018

Una riduzione transitoria della conta piastrinica è un fenomeno frequente (incidenza fino al 90%) dopo trapianto di fegato e raggiunge il picco più basso in terza-quinta giornata post-operatoria con un calo medio del 60% del valore pre-trapianto. La trombocitemia perioperatoria si associa a ridotta capacità rigenerativa del graft, aumentata morbilità post-operatoria e a ridotta sopravvivenza del paziente sia nel precoce che tardivo post-trapianto. In questa review viene presa in considerazione la trombocitemia associata al trapianto di fegato da donatore vivente e cadavere. Vengono poi analizzate le varie cause possibili quali emodiluizione, riduzione della produzione piastrinica, sequestro periferico, farmaci, infezioni, trombosi anche se il meccanismo preciso rimane ancora sconosciuto e i possibili trattamenti (trombopoietina, agonista del recettore per trombopoietina, trasfusione di piastrine, splenectomia, Immunoglobuline). In conclusione viene evidenziata la necessità di nuovi studi per valutare se la trombocitemia sia la causa o il risultato di disfunzione del graft e di complicanze post-operatorie per definire poi quali soggetti necessitano di terapia per la trombocitemia col fine di migliorare l'outcome post-trapianto. 



Leggi articolo
« Torna indietro