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Donna di 75 anni accedeva in PS di altro nosocomio per dolore addominale e febbre. Alla TC con mezzo di contrasto si evidenziavano numero cisti epatiche con calcificazioni compatibili con cisti da echinococco. Da notare che la paziente non presentava in anamnesis viaggi al di fuori dell’Italia. Veniva trasferita presso il nostro centro, riferimento per il trattamento chirrugico della patologia in questione. Veniva sottoposta a “pericistectomia ed endocistectomia laparotomica”. In X giornata post operatoria, i colleghi della chirurgia ci riferivano la paziente per aumento di liquido biliare nei drenaggi addominali, come da sospetta fistola biliare, per effettuare ERCP diagnostica-terapeutica. Come prassi di centro, effettuiamo una EUS diagnostica same session pre-ERCP. Alla stessa si evidenziano gli esiti chirurgici epatici, ma soprattutto la presenza di contenuto iper-isoecogeno corpuscolato lungo tutta la via biliare principale, non riferibile in prima istanza a calcoli.

Risposta

Si effettua dunque l’ERCP: alla contrastografia si evidenziano almeno due punti di spandimento di mezzo del contrasto extrabiliare e impregnazione di una cavità cistica (dove arriva un filoguida). Inoltre si conferma la presenza di difetti di riempimento irregolari nella via biliare principale. Si effettua dunque passaggio con pallone da estrazione nella via biliare principale con fuoriuscita sorprendente di materiale fibroso compatibile con pareti della cisti da echinococco. In considerazione dell’evidenza di fistole biliari con spandimento da entrambi gli emisistemi, si posizionano due protesi biliari plastiche .