Area Editoriale
Everolimus è stato confermato avere un effetto anti-rigetto paragonabile al trattamento "standard" con inibitori delle calcineurine (CNI) sia nella terapia "de novo" che nel mantenimento in ambito di trapianto di organi solidi col beneficio di preservare la funzionalità renale anche nel lungo termine rispetto ai CNI. Per tale motivo sembrerebbe opportuno iniziare terapia con everolimus precocemente e non tardivamente e ridurre (o sospendere) il dosaggio dei CNI per preservare la funzione renale a lungo termine, tenendo però in considerazione il fatto che alcuni sttudi hanno dimostrato un tasso più alto di rigetto con la sospensione definitiva dei CNI.
In questa review vengono riportati i dati di evidenza ottenuti da studi clinici sull'utilizzo di everolimus nel trapianto di rene, fegato, cuore e polmoni e analizzati i possibili eventi avversi e tollerabilità in riferimento a infezioni viarli (CMV), iperlipidemia, eventi cardiovascolari, proteinuria, neoplasie, guarigione di cicatrici chirurgiche, stomatiti, eventi trombotici e tossicità polmonare.
Everolimus potrebbe rappresentare un'opzione terapeutica alternativa ai protocolli standard nei pazienti sottoposti a trapianto renale per insufficienza renale cronica oppure in quelli sottoposti a trapianto di organo solido (es. fegato) con associata insufficienza renale cronica.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0955470X21000616?via%3Dihub