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Questo studio è stato condotto con l'obiettivo di dimostrare l'efficacia di basse dose di aspirina nei pazienti adulti sottoposti a trapianto di fegato sia in termini di pervietà dell'arteria epatica che di incidenza di rigetto acuto, considerando quindi anche l'azione anti-infiammatotia del farmaco nel limitare i processi infiammatori dopo il trapianto, come il rigetto acuto.
Si tratta di uno studio internazionale, multicentrico condotto in 17 Centri ad alto volume di attività trapiantologica durante 3 anni (dal 2013 al 2015) con successivo follow-up di almeno 5 anni dopo l'intervento. Sono stati inclusi 2365 pazienti adulti sottoposti a trapianto di fegato e 1436 (61%) hanno ricevuto terapia con aspirina a basso dosaggio dopo il trapianto.
Il tasso di sopravvivenza libera da rigetto acuto a 1 anno è risultata essere 89% nel gruppo aspirina vs 82% nel gruppo non-aspirina (p=0.01) e il tasso di pervietà dell'arteria epatica a 1 anno è risultata pari al 99% nel gruppo aspirina vs 96% nel gruppo non-aspirina (p<0.001).
Concludono pertanto affermando come la terapia con aspirina a basso dosaggio dopo il trapianto di fegato si associ a un'incidenza significativamente inferiore sia di trombosi dell'arteria epatica che di rigetto acuto, soprattutto nel primo anno dopo l'intervento.
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